La visitatrice

La visitatrice - Maeve Brennan

La visitatrice
Maeve Brennan
BUR, “Scrittori contemporanei original”, 2005
Pagg. 112, € 7,90

ISBN 17007023
Se è vero che il genio si accompagna spesso alla sregolatezza, non fa eccezione la vita di Maeve Brennan, scrittrice irlandese apprezzatissima dalla critica ma dall’esistenza inquieta, rovinata dall’alcolismo, dai problemi psichici e dall’interesse per gli uomini sbagliati.
Forse proprio la sua vita tormentata, terminata in solitudine in una casa di riposo a 77 anni, nel 1993, spiega come in letteratura la Brennan ricercasse (e riuscisse a ottenere) quella perfezione formale che nella realtà le mancava, e che fece parlare di lei come una delle più grandi scrittrici di racconti del Novecento, anzi “la miglior scrittrice irlandese vivente” nelle parole di William Maxwell, editor di Salinger e Updike.
Autrice di racconti brevi, la Brennan ci ha lasciato, con La visitatrice (rinvenuto nel 1997 in un archivio della Notre Dame University dell’Indiana e pubblicato nel 2000) il suo unico romanzo.
La ventiduenne Anastasia, dopo la morte della madre, torna da Parigi – dove si era trasferita sei anni prima in seguito alla separazione dei genitori – per ritrovare, almeno nei suoi pensieri, il calore e l’affetto di una famiglia nell’unica parente che le è rimasta: la nonna. Le aspettative di Anastasia, però, sono destinate a scontrarsi con la realtà: l’anziana signora King, che vive in un mondo cristallizzato fatto di tazze di tè e di letture davanti al caminetto, persa nel ricordo del figlio scomparso, che ritiene ingiustamente abbandonato da moglie e figlia, non dimostra alcuna affettuosità verso la giovane nipote. Che, anzi, vorrebbe vedere andar via il prima possibile.
In una Dublino ghiacciata dai rigori invernali, che ben rappresentano il gelo interiore del rapporto della nonna con Anastasia, Maeve Brennan orchestra un piccolo dramma familiare gestito con borghese compostezza, destinato a concludersi con quella che è apparentemente la sconfitta della ragazza, ma in realtà costituisce per entrambe le protagoniste la perdita di un bene prezioso: la possibilità di ricreare una famiglia.

“Gli alberi attorno a Noon Square si fecero più grandi alla luce smorzata del crepuscolo. L’oscurità uscì silenziosa fuori dai tronchi che si ispessivano, fuse tra loro le sottili ringhiere di ferro che circondavano le case e dilagò rapidamente nei giardini, annerendo l’erba e rubando i colori dei fiori. Il buio della notte piombò sul verde parco che occupava il centro della piazza ed emerse rapido, a inghiottire le alte e pazienti case circostanti. I lampioni disegnarono attorno a sé piatti cerchi di luce e si prepararono per la notte.”

Questa pagina ti è piaciuta? Condividila!
This entry was posted in NARRATIVA STRANIERA and tagged , . Bookmark the permalink.

Comments are closed.