Il ballo

Il ballo - Irène Némirovsky

Irène Némirovsky
Il ballo
Adelphi, PBA 527, 2005 (ed. orig. 1930)
Pagg. 92, € 8
ISBN: 8845919714

Irène Némirovsky pubblicò per la prima volta il racconto Il ballo (Le bal) in edizione francese, nel 1930; in Italia, dopo una prima edizione di Feltrinelli nel 1989, Adelphi lo ha stampato nella Piccola Biblioteca nel 2005, trasformandolo in un piccolo classico.
In Francia (paese che la scrittrice, ebrea ucraina, conosceva bene, per avervi vissuto e lavorato), la famiglia Kampf vuol dimostrare al mondo intero la sua recentissima scalata al successo economico attraverso un fastoso ballo, il quale, nelle intenzioni dei coniugi Kampf, dovranno partecipare ben duecento persone. Esclusa dalla lista degli invitati è però la giovane Antoinette, figlia quindicenne della coppia, del resto trascurata anche durante gli altri momenti familiari e affidata alle cure di una governante inglese (una chiara reminiscenza dell’infanzia della Némirovsky, la cui madre poco attenta aveva preferito delegarne la cura a una governante francese).
Timida, introversa, taciturna come molti adolescenti, Antoinette non riesce ancora, per la giovane età, a trovare un suo posto in una famiglia in cui i valori principali paiono essere l’apparenza e l’ostentazione del proprio denaro, per mascherare l’insicurezza di una posizione sociale da poco raggiunta. Insicura è anche la ragazzina, che mostra un “corpo debole, infantile… I piedi grandi e quelle lunghe bacchette con all’estremità due mani arrossate, dalle dita sporche di inchiostro, che magari un giorno diventeranno le più belle braccia del mondo… Una nuca fragile, capelli corti, incolori, secchi e leggeri…”.
Tenuta in disparte dagli adulti, rimproverata continuamente per motivi futili, Antoinette accetta la sua posizione di inferiorità, che include come unica compagnia la governante e non le permette non solo di prendere parte al ballo, ma la costringe anche a dormire, per quella sera, in uno stanzino buio, come la più umile delle lavoratrici della casa.
Il destino, però, fa sì che, per una volta, Antoinette, per pochi istanti, abbia in mano la situazione. E ne approfitta. Dal suo gesto deriverà il fallimento del programma in cui si erano riposte tante speranze; forse la giusta nemesi – sembra volerci fare capire la scrittrice –per una famiglia in cui i valori più autentici si sono persi, in favore di quelli esteriori. L’unico momento di intimità lo produrrà, alla fine, proprio Antoinette, nel momento in cui, a causa del suo segreto, risulterà essere la più forte dei familiari: forse, da quella sera, le cose un po’ cambieranno.

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