Eva dorme

Eva dorme - Francesca MelandriEva dorme
Francesca Melandri
“Scrittori italiani e stranieri”, Mondadori, 2010
Pagg. 347, € 19

“Ti senti più tedesca o più italiana?” È questa la domanda che più spesso fanno a Eva, solo perché è nata in Alto Adige. Eppure Eva, la protagonista del romanzo d’esordio della sceneggiatrice Francesca Melandri, non si sente né del tutto italiana, né del tutto altoatesina. E poi, lei è nata a “Shangai”. Non in Cina, ma là dove i masi condividono la stessa vista sulle vallate meravigliose, ma anche la stessa povertà. Sono gli anni del dopoguerra e l’Alto Adige non è ancora il paradiso del turismo sciistico invernale, delle passeggiate estive nei boschi, dello shopping nei mercatini natalizi. La cessione del Südtirol all’Italia dopo la Prima Guerra Mondiale è un evento sconvolgente per le popolazioni di lingua tedesca che lo abitano; e a porre un ennesimo ostacolo all’integrazione ci si mette pure Mussolini, con la sua smania di ‘ripulire’ il territorio, lasciandolo agli Italiani. Negli anni del terrorismo altoatesino cresce Gerda Huber, figlia di un uomo schivo e rigido come solo i montanari più solitari sanno essere, ben presto orfana di madre, un fratello terrorista e un’unica ricchezza: la sua straordinaria bellezza nordica. È proprio grazie al suo aspetto che Gerda, con il benestare del padre, scenderà a valle per lavorare come sguattera in un ristorante, o meglio come matratze, donna-materasso il cui destino è già segnato. Sedotta e abbandonata dal padre della sua Eva, sfruttata nel duro lavoro di cucina e in difficoltà come ragazza madre, Gerda riuscirà tuttavia a conservare la sua voglia di lottare per dare un avvenire a sua figlia, fino al punto da proteggerla consegnandola a chi possa crescerla. Per la piccola Eva, famiglia sono gli abitanti dei masi vicini dove è cresciuta sua madre, ma padre vorrebbe chiamare Vito, l’unico uomo positivo nella vita di lei e di Gerda. È proprio per ritrovare Vito che una Eva quarantenne, anche lei disincantata dall’amore, attraversa da sola tutta l’Italia in treno, dal Nord al Sud, in un viaggio interminabile che è l’occasione per ripensare a tutta la sua infanzia.
Con questo romanzo bello e commovente, Francesca Melandri riesce a condurre i lettori, senza mai annoiarli, in una realtà poco conosciuta, quella del separatismo e del terrorismo altoatesino: l’altra faccia di una regione incantevole e incontaminataprima che sia trasformata dal turismo. E nel contempo riesce a illustrare, attraverso le figure di Gerda ed Eva, una realtà femminile coraggiosa e in evoluzione, dandoci la speranza che quello che per sua madre non è potuto essere un futuro di liberazione e di indipendenza lo possa essere almeno per Eva. Anche se, con un fondo di pessimismo, l’autrice sembra volerci dire che il vero amore e i veri affetti sono quelli più difficili da conquistare e da mantenere.

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