Number 10 - Sue Townsend

Number 10

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Number 10

di Sue Townsend

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Nata nel 1946 a Leicester e scomparsa prematuramente all’età di 68 anni, Sue Townsend – grazie all’invenzione del personaggio di Adrian Mole – è stata l’autrice britannica più venduta degli anni Ottanta. Ma Sue Townsend non è solo la madre del “mitico adolescente incasinato” di 13 anni e 3/4 nato nel 1982, a cui ha dedicato ben nove volumi.

Dal 1988 al 2012, la donna che aveva abbandonato gli studi a quindici anni, per trovare poi per caso la fama ormai trentatreenne grazie a un’opera teatrale ambientata nella sala d’attesa di un ambulatorio ginecologico, scrisse altri cinque romanzi, due dei quali (The Queen and I e Queen Camilla) giocosamente dedicati alla famiglia reale inglese: cosa succederebbe se i nostri governanti fossero costretti a…?

Questo Number 10 rientra nel filone, solo che a fare da protagonisti non sono Queen Elizabeth e i suoi familiari ma il Primo Ministro britannico, un immaginario Edward Clare, e uno dei poliziotti di guardia al piccolo portone di Downing Street, Jack Sprat. Jack ha abitato a un Number 10 molto meno prestigioso, quello di un sobborgo londinese, dove la sua infanzia senza padre è stata turbata non tanto dalla povertà quanto dalla disinvoltura con cui tutti i componenti della sua famiglia hanno infranto la legge. Jack ha lottato per studiare, ha una casa piena di libri e della Legge è diventato un difensore.

Ed è grazie al suo ruolo che incrocia il suo destino con quello di Edward, di cui diviene ‘guardia del corpo’ quando il Primo Ministro, consapevole che il suo ruolo di privilegio l’ha allontanato troppo dalla realtà della common people, decide di scoprire finalmente come vivano gli inglesi. La politica del New Labour Party sarà stata in grado di garantirgli il benessere?

«Wickedly entertaining. There is a gem on nearly every page. Nothing escapes Townsend’s withering pen. Satirical, witty, observant» The Observer

Con la sottile ironia che l’ha sempre contraddistinta, Sue Townsend fa vivere ai lettori – insieme a Edward/ Edwina, a Jack Sprat e all’autista Ali – un’avventura bizzarra e incredibile, che forse non servirà a risolvere i problemi della Gran Bretagna, ma avrà sicuramente un enorme impatto sulle vite del Primo Ministro, della sua famiglia e persino di un pappagallo cocorito di nome Peter.

Sullo sfondo (in linea con la tendenza che ha caratterizzato in maniera più evidente le ultime opere della scrittrice, ma che in fondo è stata sempre presente) la volontà di far emergere problemi ben più seri dei dubbi sull’identità e sul ruolo del protagonista: la profonda crisi delle istituzioni e del Paese, la solo apparente integrazione razziale, il consumo distruttivo di crack e di altre droghe tra i giovani, la malasanità (sì, a quanto pare c’è anche lì) negli ospedali pubblici britannici. La soluzione, sembra dirci Sue Townsend, non è usare le istituzioni private per salvarsi, ma far funzionare quelle pubbliche. Forse abbracciare anche un po’ il socialismo, come cerca di fare il giovane Morgan Clare.

Chissà cosa avrebbe continuato a scrivere l’autrice di Adrian Mole se fosse vissuta più a lungo. In ogni caso, nel parlarci di temi seri, ci avrebbe sempre fatto sorridere. E non è poco.

Sue Townsend, Number 10, Penguin Books Ltd, 2012, 336 pp.

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