Giantommaso Giordani

Giantommaso Giordani

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Giantommaso Giordani. La stella dimenticata del Risorgimento tra Napoli e Capitanata

di Maria Pia Giordani

prefazione di Gianpasquale Greco

La Storia stava per condannarlo all’oblio. A 183 anni dalla sua scomparsa, una sua discendente torna a farlo rivivere. Lui è Giantommaso Giordani (1782-1842), avvocato e politico, poeta e latinista, fervente patriota. Lei è Maria Pia Giordani, filologa classica e docente di Lettere, che con Giantommaso condivide la famiglia e le origini pugliesi sul Gargano. E ha deciso che era giunto il momento di far conoscere alle nuove generazioni l’“Omero garganico”, non solo per i suoi componimenti poetici, ma soprattutto per l’impegno civile.

Giantommaso Giordani è stato infatti uno dei protagonisti della Storia italiana e del Risorgimento. Deputato del primo parlamento costituzionale d’Italia, convinto affiliato alla Carboneria, difensore dei diritti, per tutta la vita sostenne strenuamente, a costo della salute e della libertà personale, i più alti valori della democrazia, esponendosi sempre in prima persona per tutelare la Costituzione. E sfidò persino Ferdinando IV di Borbone quando, vedendolo arrivare in Parlamento senza togliersi il cappello, lo invitò a scoprirsi il capo, ricordandogli che “il Re è il primo servo della Nazione”.

Attraverso un lavoro appassionato e meticoloso, in cui l’amore per la ricerca storica è andato di pari passo con il desiderio di rendere giustizia a un antenato illustre troppo a lungo dimenticato, Maria Pia Giordani, con questo libro, ci restituisce, nella sua completezza, la figura di Giantommaso. Marito devoto e padre esemplare; avvocato puntiglioso e preparatissimo del foro napoletano; membro di accademie letterarie e artistiche, tra cui la prestigiosa Società dei Filarmonici, Giordani prese parte attiva anche nella Rivoluzione del 1799. Nella città di Manfredonia (di cui aveva ricevuto, nel 1801, la cittadinanza onoraria) ricoprì le cariche di Aggiunto al Giudice di Pace, Prefetto della Polizia Interna, Consigliere provinciale e Sindaco.

Alle falde del Gargano, Giantommaso – nativo di Monte Sant’Angelo e per questo scherzosamente appellato “montanaro”, ma “sipontino” d’adozione – si sentiva accolto e ispirato: immerso nella natura, compose opere che lo resero altrettanto famoso delle imprese politiche. Una delle più note, ci ricorda Maria Pia Giordani, è la Basvilliana: la traduzione in esametri latini di un poema in versi del suo contemporaneo Vincenzo Monti.

Grazie a un’approfondita ricerca documentale in biblioteche e archivi statali e privati, l’autrice cita tanti altri personaggi noti dell’epoca nel libro, che non si limita a essere una biografia del suo antenato, ma rappresenta uno studio approfondito sulla politica e sui rapporti di potere tra fine Settecento e inizio Ottocento.

Ricostruisce con cura l’albero genealogico del Giordani, dalle nobili radici (il conte Giordano Lanza/ Lancia, fratello di Bianca Lancia, moglie di Federico II di Svevia) agli insigni discendenti (tra cui Francesco, giurista a Napoli, e il suo omonimo chimico universitario, cui sono dedicate strade e scuole partenopee); sottolinea i legami tra gli esponenti più noti della letteratura, della cultura, della ribellione politica; racconta di menti brillanti come il cavalier Nicola Santangelo che, in Capitanata e a Napoli, creò istituzioni, innovazioni e opere pubbliche – come l’Osservatorio Vulcanologico Vesuviano, il primo al mondo.

Lo sguardo di Maria Pia Giordani è però sempre concentrato su Giantommaso, che descrive innanzitutto nelle sue virtù morali (l’umiltà, la rettitudine, l’onestà, la religiosità, l’amore per la famiglia, ma anche una certa giocosità, che si esprimeva nelle facezie letterarie e lo rendeva gradito agli amici) e poi nella coerenza di azione politica. Giordani infatti, mise senza esitazione la sua intera vita al servizio della patria, e agì in prima persona per essere “concreto artefice dei cambiamenti che caratterizzarono gli anni dal 1799 al 1860”. È, insomma, anche grazie a lui che l’Italia riuscì a unificarsi.

È perciò che, oggi, in un’epoca di cambiamenti e di incertezza morale, ha un senso riscoprirne la figura, come Maria Pia Giordani sintetizza alla fine del libro:

“In questi tempi in cui, in tutti i campi del sapere, delle arti e della vita pubblica, sembra prevalere la filosofia del vacuo, leggere le parole di questi grandi uomini significherebbe ripristinare dei modelli che possano restituire slancio ai valori intramontabili e saldi su cui ogni sensibilità umana dovrebbe fondarsi, in modo da apprezzare in maniera oggettiva la bellezza, intesa secondo l’ideale classico del bene, unica via per poter risollevare le sorti del tempo corrente”.

Maria Pia Giordani, Giantommaso Giordani. La stella dimenticata del Risorgimento tra Napoli e Capitanata, “Fragmenta” n° 22, D’Amico Editore, 2025, pp 70. Prefazione di Gianpasquale Greco.

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